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Prestazioni a sostegno del reddito  26 Ott 2018
 

NDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE ITALIANA E VUOI ANDARE ALL’ESTERO PER CERCARE LAVORO?

Sono sempre più numerosi coloro che, avendo perso il lavoro in Italia, percepiscono l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS (NASPI) e decidono di tentare la ricerca di una nuova occupazione all’estero. La normativa comunitaria permette questa possibilità, ma sono necessari degli adempimenti prima della partenza dall’Italia.

La crisi dell’occupazione in Italia, che colpisce non solo i giovani ma, ultimamente, anche i lavoratori ultra quarantenni, spinge i disoccupati a cercare lavoro all’estero, nei Paesi UE e in Islanda, Liechtenstein, Norvegia (Paesi SEE) oltre che in Svizzera.

Ma cosa succede se si espatria mentre viene percepita una delle indennità di disoccupazione erogate in Italia? Queste forme di sostentamento al reddito, in mancanza di occupazione, sono “esportabili” all’estero? Cosa fare se ci si sposta tra uno Stato ed un altro mentre si percepisce l’indennità di disoccupazione italiana o estera?

La nostra risposta è: sì, si può continuare ad usufruire dell’indennità di disoccupazione anche se si va all’estero ma è necessario conoscere bene quali sono gli adempimenti da fare prima di espatriare, perché il rischio è di rimanere senza sussidio economico.

Molti connazionali ne vengono a conoscenza quando ormai sono già oltre confine e rimediare non è impossibile, ma molto difficoltoso.

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata attualmente in Italia, per un periodo pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni antecedenti alla fine del rapporto di lavoro. Ne beneficia il lavoratore dipendente involontariamente disoccupato (che quindi non ha perso il lavoro per aver presentato le proprie dimissioni, salvo che le stesse siano motivate da una “giusta causa”) che ha le seguenti caratteristiche:

1. È in possesso dello Stato di Occupazione con la relativa dichiarazione di immediata disponibilità all’impiego, rilasciata presso il Centro per l’Impiego;

2. Può far valere almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;

3. Ha lavorato per almeno 30 giorni nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.

Vediamo cosa succede e cosa bisogna fare se chi percepisce la Naspi emigra all’estero e/o si sposta tra i vari Stati.

Il disoccupato che riceve la NASPI in uno dei Paesi indicati all’inizio di questo articolo (compresi quelli non comunitari convenzionati con l’Italia in materia di disoccupazione per l’esportabilità della prestazione), dovrà iscriversi come “persona in cerca di lavoro” presso gli uffici preposti nello Stato ospitante: ad esempio, in Francia ed in Belgio presso il Pôle emploi, in Germania presso l’Arbeitsamt, in Inghilterra Jobcentre, in Olanda CWI – Centrum voor Werk & Inkomen. In questo caso, la NASPI continuerà ad essere liquidata per un massimo di tre mesi durante la ricerca del lavoro nel Paese estero.

In caso di rioccupazione presso un datore di lavoro all’estero, il disoccupato decadrà dal diritto alla NASPI se la durata del contratto è superiore a sei mesi. Se il nuovo contratto è invece di durata inferiore ai sei mesi, la NASPI verrà sospesa per un massimo di sei mesi. Terminato il contratto, la NASPI sospesa verrà ripristinata, a condizione che il soggetto non abbia richiesto analoga prestazione al paese ospitante.

Chi percepisce la NASPI e si reca all’estero alla ricerca di lavoro, deve comunicare questa scelta al Centro per l’impiego. In caso di mancata comunicazione, viene meno il diritto a esportare la prestazione, che sarà recuperata interamente dalla data di indisponibilità presso il Centro per l’impiego, cioè dalla data di espatrio.

Per conservare il diritto, dopo l’espatrio nell’ambito UE, il disoccupato è tenuto ai questi adempimenti:

o prima della partenza deve essere iscritto, in Italia o in un altro Stato nel caso di più spostamenti, come richiedente lavoro;

o deve essere rimasto a disposizione degli uffici del lavoro dello Stato membro di arrivo per almeno quattro settimane (in Italia, la normativa vigente ha stabilito che, per esportare la NASPI, è sufficiente che prima della partenza l’interessato sia stato iscritto almeno un giorno al Centro per l’impiego) e la partenza prima di tale termine deve essere autorizzata dal centro per l’impiego estero;

o deve iscriversi come richiedente lavoro presso gli uffici del lavoro dello Stato comunitario in cui si reca;

o deve sottoporsi ai controlli e rispettare le condizioni previste dalla legislazione in materia vigente nello Stato di arrivo.

Se il disoccupato espatria in un Paese non comunitario e non convenzionato con l’Italia in materia di disoccupazione e, prima di partire, stipula un contratto di lavoro con un’azienda del Paese in cui si sta trasferendo, è prevista la sospensione della prestazione per un massimo di sei mesi.

Se invece il disoccupato espatria per motivi diversi dai precedenti e diversi da matrimonio, malattia propria o del congiunto, lutto, opportunamente documentati, la prestazione decade dalla data dell’espatrio.

Se stipula in Italia un contratto di lavoro subordinato da eseguire in una filiale presso un Paese della UE che applica la normativa comunitaria, trovano applicazione gli istituti della sospensione, del cumulo e della decadenza come nelle ipotesi di percettore di NASPI che si rioccupi in Italia.

Purtroppo spesso succede che molti disoccupati espatriano dall’Italia, o si spostano tra i vari Stati, senza preoccuparsi di richiedere i documenti necessari per assicurarsi l’erogazione delle prestazioni di disoccupazione.

Chi percepisce la NASPI, prima della partenza oltre a comunicare l’indisponibilità al Centro per l’impiego perché ci si reca all’estero, deve richiedere all’INPS territorialmente il rilascio del documento U2 (che attesta il mantenimento del diritto alle prestazioni) e del documento U1 (che attesta invece i periodi di assicurazione). Gli stessi adempimenti devono essere attuati da chi percepisce l’indennità di disoccupazione a carico di uno Stato estero e rientra in Italia alla ricerca di un lavoro, comunicando quindi l’indisponibilità a causa dell’espatrio e richiedendo le due attestazione all’istituzione dello Stato estero.

Sia in Italia che nei Paesi UE, il disoccupato deve iscriversi entro sette giorni come persona in cerca di occupazione presso il centro per l’impiego dello Stato in cui si reca e deve presentare l’attestazione U2.

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Prestazioni a sostegno del reddito  12 Ott 2018
 Per poter beneficiare dell’assegno al nucleo familiare (ANF), i lavoratori dipendenti devono presentare domanda al proprio datore di lavoro, il quale, verificati i requisiti e determinato l’importo, provvederà ad erogare la prestazione per conto dell’INPS, compensandola poi con la contribuzione previdenziale dovuta.
Questo criterio vale anche per eventuali richieste di arretrati, (per leggere tutto l’articolo clicca sul titolo)...
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Prestazioni a sostegno del reddito  18 Giu 2018
 Parte ad Aosta il progetto “Chiedimi come”, proposto dalla Federazione anziani e pensionati Acli, dal Codacons e dalla cooperativa sociale C’era l’acca e l’Alma.

L’iniziativa è rivolta alle persone bisognose e anziane, alle famiglie in difficoltà per la presenza di un disabile, anche temporaneo.

“Chiedimi come” offre servizi gratuiti come l’assistenza socio-sanitaria oppure servizi a costo agevolato come manutenzioni domestiche o piccole prestazioni sanitarie a domicilio.

La platea a cui verrà proposto il progetto in fase iniziale è di circa mille utenti. Successivamente, anche in base ad una analisi precisa dei bisogni rilevati sul campo, si procederà ad un allargamento dei destinatari.

I servizi a tariffa agevolata saranno finanziati attraverso una erogazione liberale da versare all’associazione di riferimento. L’importo potrà essere poi portato nella dichiarazione dei redditi per usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla legge.
 

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Prestazioni a sostegno del reddito  13 Apr 2018
 Sei una neo mamma casalinga o disoccupata? Hai diritto all’assegno di maternità erogato dal tuo Comune di residenza.

L’assegno di maternità è proprio una prestazione economica dedicata alle neomamme che non ricevono nessun altra indennità legata all’attività lavorativa. Per i nati nel 2018, l’importo dell’assegno è pari a € 1.713,10 suddiviso in 5 mensilità.

Quali sono i requisiti richiesti?

Tutte le mamme casalinghe o disoccupate possono inoltrare la domanda al proprio Comune di residenza se:

  • il figlio risulta nel loro stato di famiglia e se è convivente con lei;
  • al momento della nascita/ingresso in famiglia aveva residenza in Italia;
  • è cittadina italiana o comunitaria o con status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria o cittadina extracomunitaria regolarmente presente in Italia con titolo di soggiorno di durata non inferiore all’anno;
  • possiede un ISEE con valore non superiore a € 17.141,45 (per il 2018)

Come ottenerlo?

La domanda per l’assegno di maternità può essere inoltrata entro 6 mesi dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del bambino. Va presentata al proprio Comune di residenza e ciascun comune ha predisposto appositi moduli e riservato sportelli informativi per compilare e ricevere queste domande. 

Alla domanda va allegato l’ISEE in corso di validità, comprensivo del nuovo nato.

 

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Prestazioni a sostegno del reddito  14 Dic 2017

QUANDO ARRIVA UN FIGLIO

 


Negli ultimi anni accanto alla tutela tradizionale dal punto di vista lavorativo e previdenziale della maternità, hanno visto la luce nuovi istituti, bonus e contributi, con l’obiettivo di aiutare la conciliazione dei tempi lavoro e famiglia e di fornire concreti aiuti economici.(per leggere tutto l’articolo clicca sul titolo...

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Prestazioni a sostegno del reddito  18 Nov 2017
 La disciplina delle indennità di disoccupazione in ambito ASPI, introdotta dal 2012 in avanti, prevede come ipotesi di decadenza dalla prestazione il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato.(per leggere tutto l’articolo clicca sul titolo...
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Prestazioni a sostegno del reddito  03 Nov 2017
 

DAL 2018 L’ASSEGNO SOCIALE A 66 ANNI E 7 MESI

A partire dal 1° gennaio 2018 aumenta di un anno l’età anagrafica per ottenere l’assegno sociale. Si passerà da 65 anni e 7 mesi a 66 anni e 7 mesi: lo prevede la riforma Fornero.

Un anno in più, un anno di attesa senza alcun sostegno economico.(per leggere tutto l’articolo clicca sul titolo...

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Prestazioni a sostegno del reddito  06 Ott 2017
 

I lavoratori agricoli

Secondo un principio generale l’inquadramento previdenziale dei lavoratori dipendenti segue la qualificazione del datore di lavoro e/o dell’impresa da cui essi dipendono.

Sotto il profilo della tutela previdenziale i lavoratori agricoli dipendenti sono assoggettati, alla stregua della generalità dei lavoratori subordinati nei settori produttivi non agricoli, all’obbligo dell’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti e all’obbligo dell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria.

È lavoratore agricolo colui che presta la propria opera presso un imprenditore agricolo (per leggere tutto l’articolo clicca sul titolo) ...

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Prestazioni a sostegno del reddito  30 Ago 2017
 

ANF: NESSUNA MODIFICA DEI LIMITI DI REDDITO

L’assegno al nucleo familiare è corrisposto mensilmente ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati a condizione che il reddito complessivo del nucleo familiare non superi determinati limiti, correlati al numero dei componenti, alla composizione della famiglia ed alla presenza di soggetti inabili al lavoro.

La legge stabilisce, inoltre, che i relativi livelli di reddito siano oggetto di rivalutazione annuale, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati intervenuta tra l’anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell’assegno e l’anno immediatamente precedente.

L’andamento è stato negativo ma il legislatore ha neutralizzato la variazione in negativo: per gli assegni in pagamento dal 1 luglio 2017 al 30 giugno 2018 restano confermati i livelli reddituali e gli importi mensili dello scorso anno, a loro volta fermi al 1 luglio 2015.

Ricordiamo che i lavoratori dipendenti  (per continuare, "clicca" sul titolo)...

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Prestazioni a sostegno del reddito  11 Apr 2016
 Martedì 12 aprile, ad Aosta, presso la Cittadella dei Giovani, alle ore 18.30, si terrà un incontro organizzato dall'Assessorato sanità, salute e politiche sociali in collaborazione col coordinamento regionale dei centri di assistenza fiscale (CAF) ai fini di fare chiarezza sul nuovo modello ISEE, strumento ormai indispensabile per accedere ai vari contributi regionali e nazionali.
L'incontro è aperto a tutta la cittadinanza.