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Disabilità e invalidità civile  26 Feb 15.13
 

INVALIDITÀ CIVILE 2021: LE INDENNITÀ DI FREQUENZA E DI ACCOMPAGNAMENTO

La normativa prevede varie misure a sostegno degli invalidi civili: dopo aver approfondito l’assegno e la pensione di invalidità civile, vi parliamo dell’indennità di frequenza e dell’indennità di accompagnamento e dei relativi importi per il 2021.

INDENNITÀ DI FREQUENZA

L’indennità di frequenza è una prestazione economica assistenziale riconosciuta a giovani minori di 18 anni con disabilità, il cui obiettivo è favorirne l’inserimento scolastico e sociale. Per averne diritto è necessario un reddito non superiore alle soglie previste annualmente dalla legge.
Si chiama “indennità di frequenza” perché viene riconosciuta solo a chi può dimostrare di frequentare: la scuola, pubblica o privata; centri ambulatoriali o centri diurni specializzati nel trattamento terapeutico o nella riabilitazione; centri di formazione professionale.
Possono beneficiare di questo diritto i minori italiani residenti in Italia e i minori comunitari ed extracomunitari, purché residenti sul nostro territorio.
La prestazione è concessa sino ad un massimo di 12 mensilità all’anno, con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello di effettivo inizio della frequenza, fino al mese successivo a quello di cessazione.
L’importo è di 286,81€ e i beneficiari devono rispettare il limite di reddito di 4.926,35€ annui.
Nella valutazione della condizione economica del richiedente, vengono considerati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef. I beneficiari nati in un Paese estero devono invece presentare la documentazione attestante la presenza o meno di redditi esteri.
La prestazione spetta sino ai 18 anni: al compimento della maggiore età, e qualora sussistano comunque le condizioni di bisogno, l’interessato può fare domanda per l’assegno di invalidità o la pensione, a seconda del grado di invalidità riconosciuto.

INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO

L’indennità di accompagnamento è una prestazione di assistenza non reversibile, a cui hanno diritto gli invalidi civili con disabilità grave, residenti in Italia che si trovano o nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o nell’impossibilitò di compiere gli atti quotidiani della vita e quindi necessitano di assistenza continua.
Per coloro i quali invece hanno compiuto i 67 anni di età anagrafica, l’accompagnamento risulta essere l’unica indennità economica per loro percepibile.

Chi ha diritto all’indennità? Tutti i cittadini italiani o comunitari residenti in Italia; i cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno e per soggiornanti di lungo periodo, a condizione che siano residenti sul territorio italiano.
Per il riconoscimento del beneficio non sono previsti limiti minimi o massimi di età. Possono ottenere la prestazione le persone a cui è riconosciuta un’invalidità totale e permanente del 100%, accompagnata dall’impossibilità di deambulare senza l’aiuto continuo di un accompagnatore o dall’incapacità di gestire autonomamente nel quotidiano la propria vita.
L’assegno è pari ad un importo di 520,29 euro e spetta per 12 mensilità senza limite di reddito: al pari delle altre prestazioni assistenziali è esente da Irpef e quindi non va dichiarata nella denuncia dei redditi.
Sono esclusi dal diritto all’indennità di accompagnamento gli invalidi che siano ricoverati gratuitamente in istituti di degenza o per i fini riabilitativi, o presso ospedali.

Gli operatori del Patronato ACLI sono a tua disposizione per la presentazione della domanda e per tutte le informazioni necessarie. Trova la sede a te più vicina o Prenota il tuo appuntamento, ti aspettiamo!

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Disabilità e invalidità civile  17 Feb 14.12
 

INVALIDITÀ CIVILE: REQUISITI E IMPORTI DELLE PRESTAZIONI 2021

Ogni anno l’INPS comunica i nuovi limiti di reddito e gli importi delle prestazioni relativi all’invalidità civile. Condizioni che quest’anno rimangono invariate rispetto al 2020, come vi spieghiamo nell’articolo.

L’assegno di invalidità civile è un’indennità economica riconosciuta a mutilati e invalidi civili, di età compresa tra i 18 anni e i 67 anni, con una invalidità compresa tra il 74% e il 99%.
Si tratta di un sostegno a carattere assistenziale, cioè indipendente da un rapporto assicurativo e contributivo del beneficiario, ma per ottenerlo è necessario comunque il rispetto di determinati requisiti di reddito.
Ne possono usufruire i cittadini italiani e i cittadini comunitari, residenti in Italia; i cittadini extracomunitari, purché legalmente soggiornanti sul territorio nazionale.
La prestazione è concessa per 13 mensilità, con decorrenza dal mese successivo alla presentazione della domanda, non è reversibile ed è pari a 286,81 euro al mese.
Per poter fare domanda di assegno di invalidità bisogna avere un reddito non superiore a 4.926,35 euro.
Nel calcolo sono considerati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef. Non rientrano quindi nella valutazione l’importo stesso dell’assegno mensile, le rendite INAIL, le pensioni di guerra.
Chi è nato all’estero deve inoltre dichiarare, con apposita documentazione proveniente dallo Stato estero di provenienza, la presenza o meno di redditi nel Paese d’origine.
La valutazione del reddito deve essere effettuata solo nei confronti del beneficiario della prestazione economica e nel suo computo è esclusa la casa di abitazione principale.

La pensione di invalidità civile è una prestazione economica per i mutilati e gli invalidi civili con un’età compresa tra i 18 anni e i 67 anni, a cui è riconosciuta un’invalidità pari al 100%.
Mantiene le stesse regole di erogabilità dell’assegno di invalidità, compreso l’importo, con la sola differenza che per la pensione di invalidità il reddito annuale deve essere nel limite dei 16.982,49€ lordi.
Questa misura è incompatibile con altre prestazioni assistenziali mentre è compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, sempre nel rispetto del limite di reddito previsto per legge.
In entrambi i casi spetta fino al compimento dei 67 anni, requisito da adeguare alle speranze di vita. Raggiunto il limite di età, la prestazione si trasforma automaticamente in assegno sociale.

Gli operatori del Patronato Acli sono a tua disposizione per la presentazione della domanda e per tutte le informazioni necessarie. Trova la sede a te più vicina o Prenota il tuo appuntamento, ti aspettiamo!

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Disabilità e invalidità civile  10 Set 2019
 

PENSIONE DI VECCHIAIA ANTICIPATA PER INVALIDITÀ: QUALI I REQUISITI?

La pensione di vecchiaia anticipata permette a tutti coloro a cui è stata riconosciuta una percentuale di invalidità uguale o superiore all’80% di ottenere la pensione con un’età anagrafica inferiore rispetto a quella necessaria per la pensione di vecchiaia ordinaria.
L’invalidità deve essere accertata dalla commissione medica dell’Inps.
Oltre all’80% di invalidità bisogna aver maturato 20 anni di contribuzione (1040 settimane) come lavoratore dipendente (esclusi i dipendenti del pubblico impiego e i lavoratori autonomi) e aver compiuto 62 anni di età per gli uomini e 56 anni per le donne, invece dei 67 anni della pensione di vecchiaia ordinaria.(per leggere tutto l’articolo clicca sul titolo)...

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Disabilità e invalidità civile  25 Ott 2018
 

L’INVALIDO RICONOSCIUTO PUÒ OTTENERE L’AUMENTO DELL’ANZIANITÀ CONTRIBUTIVA?

D: Sono un lavoratore invalido assunto con un contratto part-time. In che misura mi è riconosciuto l’aumento dell’anzianità contributiva? 

R: Nei casi di rapporto lavorativo con contratto part-time orizzontale o verticale con attività svolta in alcuni giorni della settimana, la maggiorazione, ai fini del diritto, è riconosciuta per i periodi coperti da contribuzione e, ai fini della misura, invece deve essere determinata in rapporto all’orario svolto. Se il rapporto di lavoro part-time, invece, è di tipo verticale con svolgimento dell’attività lavorativa in alcune settimane del mese o per alcuni mesi dell’anno, la maggiorazione, sia per il diritto che per la misura della pensione, è riconosciuta con riferimento ai soli periodi di svolgimento dell’attività lavorativa.

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Disabilità e invalidità civile  22 Set 2017
 I familiari di persone con disabilità grave, che prestano attività di lavoro dipendente, possono avvalersi di un periodo di due anni di astensione retribuita dal lavoro per assistere i loro congiunti disabili. Questo periodo di astensione viene detto congedo straordinario.

Platea beneficiari

Dal 2011 sono state introdotte nuove regole per poter usufruire del congedo straordinario (per continuare "clicca" sul tiolo)...

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Disabilità e invalidità civile  19 Ago 2014
 In merito al diritto di un lavoratore dipendente di fruire di 3 giorni di permesso mensile retribuito per l’assistenza al familiare con handicap in situazione di gravità, e in particolare se tale diritto possa considerarsi esteso al parente o affine entro il terzo grado, prescindendo dalla eventuale presenza nella famiglia del disabile di parenti o affini di primo e secondo grado che siano nelle condizioni di assisterlo, il Ministero del lavoro, con Interpello n. 19 del 26 giugno 2014, ha espresso l’avviso che sono legittimati prioritariamente a fruire dei permessi il coniuge e il parente o affine entro il secondo grado.

Tuttavia, ha proseguito il Ministero, se i genitori o il coniuge della persona da assistere abbiano già compiuto 65 anni, o siano affetti da patologie invalidanti, o siano mancanti, è possibile fruire dei permessi da parte di un parente o affine entro il terzo grado. 

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Disabilità e invalidità civile  29 Nov 2013
 L’assegno ordinario di invalidità, di cui all’art.1 della legge 222/84, è cumulabile con l’indennità per congedo straordinario, di cui all’articolo 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001, riconosciuto ad un lavoratore per assistere un familiare in situazione di gravità accertata ai sensi della legge 104/92.

Lo ha comunicato l’Inps, con Messaggio n. 14206, del 10 settembre 2013, nel quale si afferma che in base al parere espresso dal Ministero del lavoro, l’indennità per congedo straordinario non è configurabile quale reddito da lavoro, e di conseguenza l’assegno ordinario di invalidità è cumulabile con tale indennità.

 

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Disabilità e invalidità civile  11 Gen 2012


In merito alla possibilità, per un lavoratore, familiare di altro lavoratore disabile grave, di beneficiare del congedo straordinario durante il periodo di svolgimento dell’attività lavorativa da parte del lavoratore disabile, l’Inps, con Messaggio n. 24705, del 30 dicembre 2011, rifacendosi ad una precedente precisazione del Ministero del Lavoro, ha chiarito che il “lavoratore familiare” può usufruire de congedo anche nel caso in cui la persona disabile presti attività lavorativa, e anche se tale attività viene prestata nel medesimo periodo.